insegnamento e depressione
30.03.2013 21:01L'insegnante deve essere "sano". Chi lavora con bambini diversi, dovrebbe essere UGUALE. Uguale - normale. Nessuna diversità apparente è ammessa, concessa o tollerata. La diversità dell'uno compensata dalla sana normalità dell'altro. Il troppo interesse per i disagi del bambino, potrebbe essere un forte elemento di disequilibrio. Calma indifferenza, efficacia da manuale, la buona volontà della finta inclusione. L'atroce tortura di un viaggio forzato per rendere normale - uguale chi forse potrebbe trovare un futuro con la sua diversità.
La mia depressione resta muta se parlo con i mei diversi, e loro sanno far funzionare la parte migliore di me; che sia uguale, normale o diversa da loro. Oggi credo che Cristo sia morto sul serio e, difficilmente, vedrò se domani risorge. Se poi domattina dovessi aspettare il mio Padreterno Godot, non svegliatemi, fate silenzio e lasciatemi russare. Siamo in molti a preferire il sonno; lo vedo nella lontananza mentale di un bambino autistico che non ha alcuna voglia di fare girotondi, non se la sente di far finta di cantare con un coro che non sente, non sopporta di giocare se il gioco lui non l' ha. Unica salvezza è la fuga. Un continuo fuggire da una lingua che non conosce e non lo rassicura. Via, lontano da quel caos che vorrebbero fargli dire. Che, se deve essere normale è bene che l'impari.
Non potrei mai confessare che vorrei scappare anch'io.