Primo blog

07.02.2013 18:41

 

Oggi resto a casa, sono malata. Eppure mi sento in colpa. Forse non sono "abbastanza" malata. Ho il timore che nessun supplente sarà

convocato per sostituirmi. L'alunno sarà, probabilmente, postegggiato tra bidelle e colleghe da corridoio. Io sostengo che lavorare, essere cioè impegnati in attività didattiche o, se vogliamo, riabilitative, sia un diritto di ogni bambino. Molto facile voler interpretare l'interpretabile.

Essere così bravi nel decidere se questo bambino, sia felice, infelice, stanco, arrabbiato o annoiato. Declinare i suoi comportamenti problema secondo le nostre esigenze o facili credenze. Gli occhi di un bambino autistico non vedono il mondo come lo vediamo noi.

Quello che per noi è " fantasia", per lui è, con molta probabilità, CONFUSIONE; il " contenerlo" ( contenzione: parola terrificante ) che a noi sembra utile a non farsi male, è per lui: impedimento, costrizione. Decidere che lui debba stare in movimento, perchè così, girando a vuoto, NON SI ANNOIA, è sconvolgente. Non voler vedere il suo futuro, imponendo un presente..... sto veramente male.

" adesso è bene che esca dalla classe..... noi dobbiamo lavorare.." = inclusione - 2013.

Benvenuti nella scuola.